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Come duellanti conradiani, Alex Del Piero e Francesco Totti, s’inseguono da una vita. Cadono gli imperi, finiscono le monarchie, e sulla locandina delle partite c’è sempre la loro faccia, e quei due numeri dieci che hanno fatto innamorare, e litigare, l’Italia. Misero i piedi sulla serie A lo stesso anno, i D’Hubert e Feraud del pallone, 12 marzo ’93 lo giuventino, sedici giorni dopo il riomanista: correndosi a fianco, diventarono le bandiere degli accampamenti (a Nichelino er primo, a Tor Bella er seconno). Sempre meno Rioma-Giuve, sempre più Totti contro Del Piero. Come ieri, quando, con modi diversi, si sono presi un pezzo della scena. Il padrone di casa aveva impacchettato la partita: colpo a giro davanti a Buffon, prima, e gol alla Inzaghi, per il raddoppio. Dito in bocca per Cristian e Chanel (nu nè un profumo e manco na TV, è a fija..), il cui nome gli autografava la fascia da capitano, e un ciao a Ilary in tribuna. Tanti saluti Juve. Invece no. Dopo l’avvio dell’azione del gol bianconero, il collega avrebbe potuto stampare il pareggio, su calcio di rigore, una delle specialità della ditta. Macché: sparo alto, e sorriso beffardo. Partita poi finita al 28’ della ripresa, lasciando il posto a Palladino.
Hanno sempre duellato, i due, in campionato e, spesso, in Nazionale. Anche per aver da subito intorno la corazza bianconera, in cima al pallone s’arrampicò prima Pinturicchio, che esplorò, e si prese subito lo scudetto, l’Europa e, a Tokio, il pianeta dei club. Totti, intanto, da Re di Roma (voleva trasferisse vicino a fermata da a metro..), studiava per diventare monarca d’Italia. E con l’Italia. Il duemila fornì una blindatura anche alla Roma, portando er Pupone al tricolore: quattro gol e a casa, gesticolò "appena" 4 anni dopo, nel 2004. Da geni della tecnica, e sovversivi degli schemi, tutti e due sono sempre stati sballottati. Le disastrose delusioni del mondiale 2002 e degli Europei 2004 parevano doverne ristringerne i duelli a una faida da cortile, invece, ancora una volta a fianco, salirono sul tetto del mondo. Dando pedate vincenti entrambi: il rigore contro l’Australia (troppo..), Totti, il raddoppio in semifinale con la Germania e un centro ai rigori finali, Del Piero. Finalmente insieme e vincenti. "Abbiamo sempre avuto un buon rapporto - ha ricordato Alex nei giorni scorsi - perché ci apprezziamo e ci stimiamo. Solo, avremmo voluto giocare più spesso a fianco".
Anche ieri, ancora inghiottiti nel tunnel dell’Olimpico, si sono abbracciati, prima dell’ennesimo duello. I due capitani, uno contro l’altro, come ai bei tempi: 31 anni il giallorosso, 32 il bianconero. L’anno scorso si erano persi di vista, sotto le macerie di Calciopoli: Totti miglior bomber della A, Del Piero della B. Fa la sua differenza. Tutti e due hanno avuto la carriera spezzata dagli infortuni: il capitano della Juve si ruppe il ginocchio a Udine, nel novembre del ’98, quello della Roma ci lasciò la zampa a febbraio 2006, sulla soglia del Mondiale. Strinsero i denti, e risalirono, per essere ancora l’uno davanti all’altro. Alla fine, però, l’età e il fisico bussano sempre alla carriera: hanno risposto diversamente. "Lascio la Nazionale", troncò la telenovela Totti. Muscoli e tendini non potevano più correre dentro due maglie: e la preferita, da sempre, è la giallezozza, come er piatto preferito, a peperonata. Per questo, il suo popolo l’adora. Del Piero s’è aggrappato all’ostinazione che spesso avvolge i fenomeni: vado in Azzurro, fino ai Mondiali 2010, azzardò dal ritiro di Pinzolo. Lui, dentro l’azzurro, c’è sempre stato bene. Finché, in settimana, pure Alex ha tracciato il suo limite: "Mai più giocherò da centrocampista", ha chiarito. Chissà cos’ha pensato quando, ieri mattina, Ranieri ha mischiato l’assetto, arretrandolo di qualche metro. Mentre, dall’altra parte, il dieci che fu, s’è ormai cementato grande attaccante. L’unico mestiere che, Alex, ha sempre amato.
GIRONE E
Il Barcellona sovrasta il Lione per tre a zero, grazie alla doppietta di Leo Messi e alla rete segnata da Henry nel recupero. Nell'altra i Rangers battono per due a uno i tipi dello Stoccarda, dopo essere stati in svantaggio in casa.
GIRONE F
Purtroppo aaah Remm è squadra. Gioca da squadra, ha moduli ormai entrati sotto la pelle dei giocatori, che ripetono il compito a memoria, con una varietà abbastanza ampia da non essere facilmente ostruibile.
Due a zero con una Dynamo Kyev poco organizzata, con goal di Perotta e der pallone d'oro. Ha detto che se inizia la championis bene può aspirare al pallone d'oro, alla fine ha vinto coppa italia e supercoppa italiana... E c'ha ragione, che c'è di più importante in Europa!
Il Manchester fa il suo dovere e batte il Lisbona uno a zero, con goal di Cristiano Ronaldo, che finirà certamente dietro ar capitàno nella classifica di France Football...
GIRONE G
Che dire dell'Inter, la partita l'hanno vista tutti su Rai Uno. Pareva una provinciale contro il Real Madrid
, almeno fino al settantesimo, e se il Fenerbahce ne buttava in porta tre non ci sarebbe stata alcuna sorpresa. E nemmeno i giocatori lo sentono più. Pensare che uno dei pochi che ha retto è stato proprio Rivas, oltre all'inossidabile Zanetti. Da piangere Suazo, Stankovic e soprattutto Solari.
Cercasi anima disperatamente. Meno male, per loro, che il girone G è una barzelletta.
GIRONE H
L'Arsenal come il Barcellona. Tre goal al Siviglia (probabilissima seconda classificata) e tutti a casa. Nella partita più inutile della stagione 2007/2008, lo Slavia Praga batte due a uno lo Steaua Bucarest.
Torna la Champions con la prima parte della giornata inagurale della vecchia Coppa Campioni che quest'anno avrà la sua finale a Mosca il 21 maggio. Mentre il primo tempo si conclude all'insegna delle sorprese, i finali portano tutto alla normalità. Bene il Milan, benino la Lazio che non gioca come faceva l'anno scorso, ma è così dall'inizio della stagione.
Domani tocca a Manchester, Arsenal e Inter, in diretta su RaiUno contro il Fenerbahe.
E poi tifiamo Kyev domani, ovviamente.
GIRONE A
Il Marsiglia vince due a zero, sfruttando l'ultimo quarto d'ora della parita contro il Besiktas. Pareggio ad Oporto della seconda classificata dell'anno scorso, il Liverpool.
GIRONE B
Il Valencia si porta in testa, battendo, con goal di Villa, lo Schalke 04 fuori casa. Sorpresa allo Stamford Bridge dove il Chelsea paga più dell'atteso le sue numerose assenze. Il Rosenborg ne approfitta e resta in vantaggio per mezz'ora, raggiunta poi nel secondo tempo da Shevchenko. I tifosi però non perdonano e subissano di fischi Mourinho & Co.
GIRONE C
Lungo il tempo in cui il Werder era riuscito a tenere il pareggio al Bernabeu, ma poi Van Nistelrooy chiude la partita al trentesimo del secondo tempo.
La Lazio merita un discorso più lungo. Contratta sfrutta il fatto che il primo tempo è
sonnacchioso in generale. Nel secondo tempo l'Olympiacos si ricorda che deve vincere e spinge sull'accelleratore, portando al goal Galletti, in dubbio di fuorigioco. Sull'uno a zero i greci hanno le loro migliori occasioni, ma la Lazio pareggia con Zauri (inccludenti le punte), lui in sicuro fuorigioco. Sul pareggio è solo la Lazio ad avere le opportunità, sprecando una enorme occasione con Pandev, sempre in fuorigioco. Insomma, proprio bravi i guardalinee.
Delio Rossi compie due errori, a mio parere, non fa giocare Del Nero, che quando entra crea scompiglio tattico cambiando spesso posizione, e non fa giocare Scaloni, l'unico nostro con una buona esperienza e personalità in Europa. Gioca al su posto De Silvestri un po' sovrautilizzato rispetto a quello che sta mostrando in questa primissima fase di stagione. Ma Rossi pare non vedere l'argentino e quando fa così è molto difficile fargli cambiare idea. Chiedere a Foggia ...
GIRONE D
Il Milan fa paura in Europa. Ha mille occasioni ma gli servono solo venti minuti per chiudere la partita, trascinata da un goal e da un assist di Pirlo. Inzaghi segna e ne mangia almeno tre di goal ancora. Finisce due a uno, risultato meno largo di come dove essere, complice Dida, in un periodo no. E gli capitano...
Allo Shaktar invece bastano addirittura otto minuti per vincere due a zero contro il Celtic. Goal di Brandao (prima rete della CL 2007/2008) e di Lucarelli.
La guerra tra la Lega Calcio e Sky prosegue e l'unica partita che manca per completare il tabellone della terza giornata è la per nulla interessante Parma - Cagliari. E' stato un turno probabilmente condizionato dall'imminente calzio d'inizio dei gironi di Champions Leaugue.
Ma proprio il modo in cui le squadre affrontano le partite con poche energie nervose che determina in genere le più accreditate alla vittoria dello scudetto. Purtroppo ci riferiamo alla reuma che vincendo due a zero a Reggio Calabria in una giornata non proprio brillante si accredita come seria pretendente alla successione dell'Inter, anch'essa però vincente contro il Catania. La Juventus in una partita non giocata male subisce però una sconfitta contro l'Udinese nella partita dei pali, grazie ad un goal di Di Natale che supera Del Piero anche come avversario, dopo avergli soffiato il posto (giustamente) in Nazionale.
Capello durante la sostituzione di Del Piero nella partita contro la Francia: "questo è un giocatore che non regge i novanta minuti ... e io ne so qualcosa ...". Sincero.
Poco e male il Milan, che da anni dimostra di tenere solo alla CL, ma con serissimi problemi di attacco (se si esclude il marziano) e, soprattutto, la Lazio, vittima della scarsa campagna acquisti, probabilmente della stanchezza di Delio Rossi, quasi costretto a far giocare sempre gli stessi. E vittima della megalomania irritante al massimo grado di Lotito, ormai fuori controllo con la storia dello stadio a Valmontone, a cui gli auguro di andare presto a passare la sua pensione da ex presidente della prima squadra della Capitale. Quella nata a Piazza della Libertà il 9 gennaio 1900, 107 anni fa, ben 57 anni prima di lui. "A Valmontone vacce te".
Le altre: pareggio della Fiorentina, con goal di Bobo; pareggio nel derby di Spinelli; pareggio del Toro con il Chino; vittoria del Naples contro la Sampdoria.
Innanzittutto.. Champion's Leaugue 2006 - 07..
Un omaggio ai Campioni d'Europa..
..ai "cuggini" neroazzurri, sempre pieni d'entusiasmo agonistico..
..e, "durcis in fundo", agli aitanti bori giallezzozzi..
Saluti!
MilanismoAttivo
Dopo la roboante doppietta di domenica scorsa a Monza la Mclaren ha conosciuto il suo destino in quella che è stata ribattezzata ''spy-story''. Il tribunale politico di Parigi ha tolto tutti i punti della classifica construttori alla scuderia anglo-tedesca graziando, per mancaza di prove, i piloti. Un grave danno di immagine per uno sport che maneggia ogni anno una barcata di soldi. Certo questo è un mondo dove tutti stanno attenti a tutto, e al minimo miglioramento dell'avversario corrisponde una contromossa, spesso simile, per pareggiare il conto ( vedi mass-dumper dello scorso anno). Si è sempre cercato di carpire dall'avversario quei piccoli segreti che danno quella manciata di millesimi in meno. Probabilmente questa volta hanno semplicemente esagerato. Vabbè andare a curiosare nei pressi del box avversario, passi pure fare qualche foto galeotta, oppure cercare di ascoltare le conversazioni
altrui....mmm non so!!! Ma addirittura che un capo ingegnere della ferrari passi una valanga di informazioni, si parla di centinaia di Gbyte di file, ai diretti rivali, questo ha del grottesco. Ron Dennis ha provato in tutti i modi di scagionare il suo team dichiarando sempre che tutto l'entourage fosse estraneo ai fatti, ma la realtà a quanto pare è tutt'altro. All'apparenza, e non solo, la mclaren e molto differente dalla ferrari per quanto riguarda l'aspetto aereo dinamico. Secondo le indiscrezioni, gli ingegneri avrebbero concentrato l'attenzione sul comportamento della rossa con le gomme bridgestone( vi ricordo che lo scorso anno la mclaren era fornita dalla michelin, oggi ritirara), cercando di migliorarne le imperfezioni, e sul lato dell'affidabillità: cavallo di battaglia della ferrari negli anni scorsi e vero tallone di Achille per le frecce d'argento. Il risultato è stato pienamente raggiunto. La mclaren oggi e sicuramente l'auto più affidabile non sempre la più performante, ma ha un comportamento migliore in pista, specie quando si tratta di attaccare i cordoli. Che la F1 non fosse più spettacolare come un tempo è sotto gli occhi di tutti, a Monza, tempio della velocità, si è visto qualche sorpasso, ma è troppo poco. Le auto sono troppo simili. Sempre che si possano ancora chiamarle auto. Ci sono ali ovunque. I team sono per lo più composti da ingegneri aereospaziali, genii dell'elettronica, ed informatici, sempre meno i meccanici, il che fa specie visto che si ''tratterebbe'' di automobili alla fine. I team hanno sempre giustificato i loro investimenti e le loro soluzioni adottate in nome del progresso tecnologico da applicare poi alla produzione di serie. ABS, traction-control, servosterzo, ripartitori di frenata, centraline, centralone, sensori dappertutto: tutto ciò
a discapito dello spettacolo in nome della sicurezza; diamogliela per buona. Ma tutte quelle appendici, ali, alette, flaps, qualcuno mi spiega quando mai le vedremo su un auto di produzione?Sono sciocchezze, balle!! L'aereodinamica esasperata mortifica i duelli ruota contro ruota che sono la vera essenza di questo sport. Vi ricordate qualche anno fa quando in partenza le ruote fumavano come un barbecue, o quando Alesi, il re delle partenze, recuperava 4/5 posizioni? Ora invece si parla del sistema di partenza della ferrari che è più efficace degli altri, partenze che sembrano i caroselli dei matrimoni: tutti in flia dietro gli sposi! Date un occhiata alla gp2, quello si che è spettacolo: sorpassi, controsorpassi, ''sportellate'',grandi rimonte, e nessuno che si fa male; poi ci si meraviglia quando un ''cioccolatino'' poco più che vent'enne, appena arrivato da quella categoria, mette in fila tutti al primo colpo. Ma è naturale, lui è un pilota, gli altri lo erano, e poi sono diventati dei tramvieri. Hamilton è l'unica nota positiva di quest'annata in F1 che altrimenti passerebbe alla storia come una delle più inutili visto che di fatto, con la sentenza di ieri è stato dichiarato falsato un campionato già brutto di suo.C'è bisogno, forse, di una netta sterzata nel senso opposto privilegiare lo spettacolo ed esaltare il pilota all'interno di un mezza che sia un automobile, tagliare via la maggior parte di quei fronzoli aereodinamici, fini a loro stessi, che hanno montato sui quegli ''aereoplani'' a quattro ruote!!! Magari torniamo a divertirci tutti!!!!